Auto elettriche Italia 2026? Facciamo il punto della situazione.
Nel 2025 sono state immatricolate in Italia 94.230 vetture full electric, in aumento del 46,1% rispetto al 2024, con una quota di mercato pari al 6,2%, erano il 4% l’anno precedente. Al 31 dicembre 2025, il parco circolante italiano conta 365.091 auto elettriche.
Il modello più venduto è la Tesla Model 3 con 7.114 unità, seguita dalla Leapmotor T03 con 6.242 e dalla Tesla Model Y con 5.676. Completano la top 5 la Dacia Spring e la BYD Dolphin Surf. Un podio che racconta qualcosa di nuovo rispetto a qualche anno fa: i brand cinesi e i modelli mass market stanno prendendo spazio accanto ai nomi consolidati.
Tutto questo avviene, vale la pena sottolinearlo, in un contesto di mercato complessivo in contrazione: nel 2025 il mercato auto italiano segna una flessione del 2,1% a 1.530.964 unità immatricolate. La crescita dell’elettrico automotive quindi risulta controcorrente.
Auto elettriche Italia 2026, il divario con l’Europa: ancora ampio, ma non più immobile
Il nodo strutturale resta lo stesso che animava il dibattito nel 2023: l’Italia cresce, ma lentamente rispetto al resto d’Europa. La media europea di quota di mercato BEV è stata del 18,8% nei primi undici mesi del 2025, quasi quattro punti in più rispetto al 2024. A novembre 2025, Olanda e Belgio guidano con market share rispettivamente del 36,85% e 33,96%, seguite da Regno Unito e Francia con il 22,77% e 19,57%, Germania al 18,83%. L’Italia si ferma al 5,82%.
Siamo ancora fanalino di coda tra i grandi mercati europei. Ma la direzione è quella giusta.
Le flotte aziendali: la leva che l’Italia non ha ancora usato
Una leva decisiva può essere rappresentata dalle flotte aziendali. Si tratta di un canale indispensabile, in grado di orientare con solidità il mercato e di andare incontro anche alle esigenze dei tanti che si rivolgono all’usato.
Le principali associazioni del settore (Unrae, Anfia, Federauto, insieme ad ACI, Motus-E e Aniasa) hanno chiesto all’Esecutivo un allineamento del sistema fiscale alle best practice europee in materia di deducibilità, detraibilità e tempi di ammortamento, con regole che favoriscano il rinnovo delle flotte aziendali.
Auto elettriche Italia 2026: un segnale positivo che viene dai veicoli commerciali
Un dato che merita attenzione e che solo qualche anno fa non esisteva ancora: nel 2025 le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri elettrici (N1) sono cresciute del 118% a 8.234 unità, con una quota di mercato più che raddoppiata rispetto all’anno precedente, dal 2% al 4,6%. Anche i veicoli pesanti elettrici (N2+N3) segnano un +185,6% a 594 unità. Il settore professionale si sta muovendo, anche senza incentivi dedicati per l’acquisto di Auto elettriche Italia 2026.

Il commento di Alberto Stecca, CEO di Silla Industries
Il 2025 chiude con 94.000 auto elettriche immatricolate in Italia, una quota di mercato del 6,2% e 365.000 vetture elettriche sulle strade. Sono numeri concreti, che raccontano una trasformazione reale: tre anni fa eravamo a 200.000 auto in circolazione, oggi siamo quasi al doppio. Gli italiani, quando trovano il prodotto giusto al prezzo giusto, l’elettrico lo scelgono.
Eppure sarebbe disonesto fermarsi qui. Di auto elettriche Italia 2026 rappresenta il 6,2% di quota; significa che su 100 auto vendute, quasi 94 sono ancora termiche o ibride. La media europea supera il 18%. Siamo in ritardo rispetto al resto d’Europa e il rischio è che il divario si allarghi invece di restringersi.
La crescita del 46% va letta con attenzione. Gran parte di quel risultato è concentrata in un solo trimestre, trascinata da un bonus esaurito in poche ore a ottobre 2025. È un mercato che scatta quando arriva il bonus e si ferma quando finisce. Un grande classico dell’Italia. Ogni volta che una politica industriale si costruisce sull’urgenza invece che sulla continuità, ottiene esattamente questo, un picco e poi il vuoto.
Nel frattempo, guardiamo la top 5 delle auto più vendute in Italia: Tesla in testa, seguita da Leapmotor e BYD. Due marchi cinesi sul podio. Non è una sorpresa. Sono anni che i costruttori europei inseguono la transizione invece di guidarla, preferendo proteggere i margini delle endotermiche piuttosto che investire in prodotti elettrici competitivi per il mercato di massa.
C’è un dato del 2025 che trovo sottovalutato e che è passato fin troppo sotto traccia: i veicoli commerciali leggeri elettrici sono cresciuti del 118%. Le imprese, quando trovano un prodotto che risponde alle loro esigenze, comprano. Non hanno bisogno di essere convinte con i bonus, hanno bisogno di un sistema fiscale che non le penalizzi. La deducibilità delle auto aziendali in Italia è ferma agli anni Novanta, quando un’auto elettrica non esisteva nemmeno nell’immaginario collettivo. Riformare quella fiscalità costerebbe meno di qualsiasi click day e produrrebbe effetti strutturali invece che effetti di brevissimo termine.
La tecnologia ha fatto la sua parte, i modelli economicamente accessibili aumentano, l’84% di chi guida elettrico oggi lo rifarebbe. Il prodotto non è il problema. Abbiamo tutti gli ingredienti per colmare il gap con l’Europa, quello che manca è la volontà di costruire le condizioni perché il mercato si regga da solo.
Alberto Stecca, CEO Silla Industries
Fonte dati: Motus-E — Analisi di mercato dicembre 2025 (motus-e.org);
Il Sole 24 Ore, gennaio 2026.
Articolo aggiornato ad aprile 2026.
