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Quanto costa fare 100 km con un’auto elettrica?

Quanto costa "il pieno" di un’auto elettrica rispetto alle classiche auto a benzina o diesel? Scopriamolo assieme in questo articolo.

Perché chiedersi "Quanto costa fare 100km con un’auto elettrica?"

Il 70% degli italiani che vogliono cambiare auto, lo farebbero propendendo per un’auto elettrica. A dirlo è l’analisi condotta da EY in realizzazione dell’EY Mobility consumer index. Il risultato è incoraggiante, specie in risposta alle numerose critiche che vengono mosse, quasi a priori, nei confronti del settore e-mobility.

Tuttavia limitarsi a sottovalutare quelli che, per il pubblico di riferimento, siano ancora gli ostacoli che impediscono di passare dalle intenzioni ai fatti sarebbe controproducente. Per esempio "Quanto costa fare 100km con un’auto elettrica?"

Approfondiamo questo ed altri punti ostici che intervengono nel processo d’acquisto di un’auto elettrica.

Perché gli Italiani sono ancora restii e quali sono le motivazioni che li frenano nell’acquisto di una auto elettrica?

Sul podio troviamo il prezzo dell’autovettura, che gli Italiani considerano poco conveniente e competitivo, l’accesso alla ricarica pubblica considerato insufficiente nonché la percezione che l’autonomia delle batterie sia carente, causa della cosiddetta "range anxiety".

Inoltre, specie considerando la crisi che la riguarda, anche il costo dell’energia gioca un ruolo nella valutazione di procedere o meno ad una spesa importante.

Certamente gli incentivi supportano gli automobilisti fornendo un accesso facilitato all’acquisto, a proposito, hai già letto l’articolo in cui parliamo degli incentivi?

A proposito di ricarica…

Meglio la ricarica pubblica o domestica?

La rete di distribuzione delle stazioni di ricarica nel nostro Paese consta attualmente di oltre 78.000 punti di ricarica pubblica per auto elettriche.

Trattasi di una presenza disomogenea considerando la discrepanza tra nord e sud: il 59% circa delle infrastrutture è distribuito nel Nord Italia, solo il 19% circa al Centro e il 22% al Sud e nelle isole. Il 73,6% delle colonnine funziona in corrente alternata (AC, fino a 49 kW), mentre il restante 26,4% è in corrente continua.

Alla ricarica pubblica si contrappone quella domestica, effettuata in casa o nei luoghi in cui l’auto rimane ferma per un certo numero di ore, come il luogo di lavoro per esempio.

Ma quanto è competitiva la ricarica pubblica, fast o meno?

Poco, se paragonata alla ricarica domestica ovvero la protagonista delle valutazioni, anche economiche, che accompagnano questo articolo. Attenzione però non in ogni caso, perché se è vero che la ricarica domestica può essere effettuata anche agganciando un caricatore portatile come Homer alla presa Schuko, che permette vantaggi sul fronte risparmi, sicurezza e bilanciamento dei consumi domestici, tutte le variabili, come ad esempio la ricarica rapida, sono soddisfatte dalle wallbox disponibili sul mercato.

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Prism Solar

Perché comprare una wallbox se ho un caricatore portatile in dotazione all’auto?

Molte auto ne dispongono in dotazione ed è un valido mezzo per ricaricare in viaggio o fuori casa quando c’è una presa schuko disponibile. Tuttavia i dispositivi in dotazione alle auto non assolvono funzioni smart, tratto distintivo delle colonnine da ricarica domestica attualmente in commercio. Se vuoi approfondire l’argomento sul perché scegliere un caricatore a parete se si ha un carichino in dotazione con l’auto elettrica, leggi questo articolo .

Quanto costa un pieno con l’auto elettrica?

Quando si parla di auto elettrica, la prima domanda che viene spontanea è quasi sempre la stessa: "Ma quanto spendi a fare il pieno?". È una domanda comprensibile, siamo abituati a pensare al carburante come a una spesa puntuale, misurabile, confrontabile.

Il "pieno" elettrico non esiste per come lo intendiamo.

Non esiste nel senso in cui intendiamo il pieno classico effettuato con una qualsiasi auto a diesel o benzina.

La stragrande maggioranza di chi guida un’auto elettrica non la ricarica come si fa il pieno di benzina. La ricarica avviene principalmente a casa, di notte, mentre si dorme. L’auto arriva la sera con il 30% di batteria e la mattina riparte con il 100% di batteria. Il costo è diluito nella bolletta mensile, spesso invisibile perché non risulta come una voce separata.

La variabile energetica non permette un confronto onesto.

Il prezzo dell’elettricità cambia a seconda di operatore, tariffa e orario. Nel mercato tutelato ARERA il costo per la materia energia si attesta intorno a 0,138–0,158 €/kWh (dati del secondo trimestre 2025 – primo trimestre 2026), mentre nel mercato libero il costo complessivo in bolletta, comprensivo di oneri di sistema, trasporto e IVA, oscilla tipicamente tra 0,12 e 0,15 €/kWh a seconda del fornitore e del contratto.

Chi ha un impianto fotovoltaico può ridurre il costo marginale della ricarica quasi a zero. Sul fronte opposto, chi usa esclusivamente le colonnine pubbliche si trova in un contesto molto diverso: le tariffe AC lente vanno da 0,40 a 0,69 €/kWh, le DC rapide da 0,55 a 0,93 €/kWh, mentre le ultra-fast HPC possono sfiorare o superare 0,89–1,10 €/kWh per i non abbonati.

La domanda giusta è un’altra: quanto si spende per km?

Se il confronto avviene in questi termini, il quadro diventa più nitido. Secondo un’analisi comparativa dei costi per 100 km, un’auto elettrica ricaricata prevalentemente a casa costa in media circa 5–6 €/100 km; con ricarica mista (80% domestica, 20% pubblica rapida) si sale a circa 7–8 €/100 km. Un’auto a benzina equivalente, ai prezzi attuali, costa circa 12–13 €/100 km, mentre un diesel si attesta intorno ai 9–10 €/100 km.

Per rendere l’idea con un esempio concreto: una berlina elettrica con autonomia di 400 km che percorre 1.200 km al mese con l’80% di ricarica domestica a 0,15€/kWh costa circa 38€ di energia al mese, contro i 115€ stimati per un’equivalente a benzina, per un risparmio annuo di circa 900€ solo sui costi di rifornimento. Il risparmio esiste, ma ci teniamo a ricordare che varia molto in base all’uso che si fa della vettura e può ridursi di molto per chi dipende esclusivamente dalla rete pubblica per ricaricare la propria auto.

C’è infine una componente di abitudine mentale da superare. Siamo stati abituati per decenni a percepire il carburante come una spesa separata, immediata e subito visibile al momento del rifornimento. L’elettrico la rende invisibile, integrata nel quotidiano. Questo può disorientare chi cerca un parametro semplice per decidere. La realtà è che non esiste più quel parametro semplice e accettarlo è il primo passo per valutare l’elettrico in modo davvero informato.

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Contattaci e ti sapremo guidare nella scelta della miglior opzione per la ricarica della tua auto elettrica.

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